Home FAQ Scopri Museo Castell'Alfero Voci della Memoria Notizie Statistiche Contattaci Meteo Luna
cerca
Menu principale
Home Page
Scopri il Museo
Articoli piu' letti
Articoli piu' votati

Notizie
Invia notizia
Archivio delle notizie
Argomenti notizie

Voci della Memoria
Memorie più lette
Memorie più votate

Fasi Lunari
Domande frequenti
Galleria Multimediale
Previsioni meteo astigiane
Contattaci
Scrivici
Cerca
Previsioni Meteo
previsioni meteorologiche in Italia:
Notizie da Castell'Alfero
- 9-12.09.2010 Iviglia ne Il matrimonio segreto
- Guida Tv silvestriana dal 5 all'11 settembre
- 12.09.2010 Castelli Aperti
- Fiere del Tartufo piemontesi 2010
- 11-12.09.2009 Callianetto al 37° Festival delle Sagre
- Guida Tv silvestriana dal 29/08 al 4/09
- 3 pedalate della Bursts Bike per la Patronale
- Giornate del romanico astigiano
- 27.08.2010 antipasti con Virtefal e Odissey
- 28.08.2010 Ceroankio 2010

 
benvenuto nel MUSEO 'L CIAR di Castell'Alfero (AT)
Il Museo 'L Ciar è stato inaugurato il 1° settembre 2002 a Castell'Alfero, in Piemonte a 10 Km a nord di Asti, in valle Versa.
Si tratta di una vasta raccolta di testimonianze del XIX° - XX° secolo, migliaia di oggetti che riportano indietro nel tempo, con contadinerie, giocattoli ed attrezzi vari. Contiene varie ricostruzioni d'epoca di ambienti casalinghi, scolastici, carcerari e contadini, con 'pezzi' raccolti in oltre trent'anni dai signori Antonio Montesano, Francesco Cantino e Mario Amerio, che mettendo a disposizione del Comune le loro raccolte hanno fondato l'Associazione C'era una volta di Castell'Alfero. Gli ambienti del museo sono i suggestivi ed antichi sotterranei del Castello dei Conti Amico, di proprietà comunale dal 1905. Castell'Alfero è noto per aver dato i natali a Giovan Battista De Rolandis ideatore del Tricolore della Bandiera Italiana, ed a Gianduja, la maschera carnevalesca simbolo del Piemonte.

il Museo 'L Ciar è visitabile su prenotazione (tel. 0141 406611), per la Rassegna Castelli Aperti e nei giorni di maggior interesse turistico del Comune.


SCOPRI il MUSEO : 8 - Falegnameria - Varie :

Scaricato 64 volte Scaricato 64 volte   Versione: 1.00   Dimensione file 156.57KB    Sistemi supportati .PDF Segnala file danneggiato
Attrezzo per pulire i bachi da seta Data di invio 8/9/2007 Versione stampabile

OGGETTO:
Attrezzo per pulire i bachi da seta

USO:
Questo attrezzo, di fatto appoggiato su di un cavalletto obliquo, serviva per pulire i bachi da seta, che rovesciati sul piano nella parte alta dello strumento, a monte delle asole, scivolando verso il basso, passavano sotto i piccoli rulli azionati dalla manovella girata dal contadino.
Le varie asole o fori che venivano praticati sul fondo dello scivolo avevano lo scopo di permettere la caduta delle varie impurità presenti fra i bozzoli.

ACCESSORI:
erano molte le tipologie di questi attrezzi anche se il funzionamento era pressoché identico; il nostro museo ne conserva tre esempi.
Quello riprodotto sia nelle foto che nel disegno ortografico è stato costruito con la trasmissione del movimento ai rulli a cinghia, ed è probabilmente il più antico. Gli altri due hanno invece la trasmissione ad ingranaggi.

ANEDDOTI:
il baco da seta andava in letargo 4 volte, prima di costruire il proprio bozzolo. Il 4° letargo era notevolmente più lungo degli altri, al punto che è nato per rimanere in uso sino ai giorni nostri il detto piemontese “at dorme d’la quarta”, per indicare la lentezza evidente di una persona nel compiere azioni o lavori, proprio in riferimento a questo tipico sonno del baco. 
Il baco tesseva per il suo bozzolo un filo di seta, la cui sua lunghezza poteva arrivare sino ai 1.500 metri.

NOTE:
i bozzoli destinati alle filande si raccoglievano, si facevano essiccare e si pulivano con l’attrezzo qui descritto, avendo cura anche di eliminare quelli cattivi o macchiati, che avrebbero fatto perdere valore alla partita di bozzoli.

COSTRUZIONE:
i materiali costruttivi di questo attrezzo sono il legno (struttura portante, volano, manovella, rotelle, cavalletto), il ferro con cui sono fatti i rulli, alcune rondelle e le viti da legno di fissaggio, il cuoio o la canapa con cui sono state realizzate le 3 cinghie per trasmettere il moto ai rulli. 

DISEGNO ORTOGRAFICO:
in allegato in formato .PDF in formato A3 vi è il disegno ortografico in scala, suddiviso in due differenti fogli, con tutte le quote e relativi materiali costruttivi, dell’attrezzo descritto.


------------------------------------------------------------------------------------------
Bibliografia:
Segni del tempo – Franca Garesio Pelissero
Mestè tradissionaj an Piemont - Fitp

Disegno ortografico di Francesco Cantino


 


 

Voto: 9.00 (1 voto) Vota questo articolo | Segnala ad un amico
Autore: Admin

NEWS SUL SITO: O  I  S 

Non ci sono nuove negli ultimi 7 giorni
Immagini del Museo
Fase Lunare di oggi

Luna Ultimo Quarto
Si festeggia oggi
Giovedì 9 settembre 2010
S. Omero - S. Tiburzio
Login
Nickname

Password


Hai perso la password?

Non sei registrato?
Fallo ora!
Chi è online
 6 visitatori
 0 iscritti

Sei un Anonimo.
REGISTRATI ORA!