Luigi

Ero andato a trovare mio cugino Luigi di Tonco durante la stagione in cui il vino nuovo era pronto per l’assaggio e così insieme decidemmo di festeggiare l’evento.
Nella zona, ricca di vigneti, la maggior parte delle famiglie aveva fatto il vino per il proprio consumo durante i pasti.
Ogni porta era aperta ed erano offerte degustazioni a tutti i passanti.
Ci regalammo una bella giornata fra i vigneti a terrazze, a spasso su di un carro trainato da una mucca fornito dalla famiglia di Luigi.
La mucca era un po’ riluttante al viaggio poiché aveva da poco partorito un vitellino nella stalla a casa di Luigi. Dopo averla spronata per un po’, alla fine si avviò lungo la strada tortuosa che conduceva da Tonco verso Castell’Alfero.
Dopo un breve tratto, raggiungemmo il primo scalo, un casolare con una cantina ben fornita ed ospitale dove, dopo aver legato saldamente la mucca, cominciammo i nostri assaggi.
Dopo la prima bevuta il giorno sembrava ancora più luminoso ed il venticello caldo ancor più delizioso.
A 16 anni non avevo assaporato che un piccolo bicchiere di vino in qualche rara occasione, così questo si preannunciava come l’inizio di un’esperienza da romanzo.
Seguitammo così a salire sulla strada che transitava nel mezzo delle vigne, facendo una tappa dopo l’altra.
Scoprimmo un effetto curioso: la gente, man mano che il pendio saliva, si faceva progressivamente più allegra e più cordiale mentre proseguivamo il viaggio. Ogni bicchiere sembrava migliore dei precedenti ed i piacevoli vapori del vino offuscavano i nostri sensi.
La mucca, tuttavia, stava pensando al suo vitellino e talvolta era restia a proseguire, ed osservava tristemente indietro, verso Tonco.
Luigi ed io ormai non ne comprendevamo il dolore e desideravamo continuare nel cammino, così riuscimmo a farla proseguire nella marcia.
La festa del vino adesso era in pieno corso e perdemmo il senso della misura.
Il sole tramontò ed una bella luna piena illuminava con una luce tenue il paesaggio collinare mentre ci spostavamo da una casa alla successiva.
Prima che ci accorgessimo della tarda ora, era ben oltre la mezzanotte e la mucca non era più disposta a ritardare ulteriormente il ritorno al suo vitello.
Ci consultammo tutti e tre, mucca compresa.
Io e Luigi avevamo la sensazione che la festa poteva dirsi finita, così, dopo una breve discussione, decidemmo all’unanimità di tornare a casa.
Sollevata, la mucca prese un’andatura veloce e così acquistammo velocità in discesa.
La mucca era sempre più contenta man mano che vedeva Tonco avvicinarsi, ma il pendio ripido della collina aveva reso necessario compiere alcuni tornanti. Improvvisamente la mucca decise di uscire di strada e di tagliare per la ripida discesa.
Attraversammo prati e campi precipitosamente diretti dritti verso Tonco, con la mucca lanciata in una sorta di galoppo.
Ogni buca o solco incontrato faceva saltare per aria il carro. Io e Luigi ci tenevamo aggrappati saldamente temendo per la nostra vita, sperando che il carro non si spezzasse o non si rovesciasse.
Alla fine riprendemmo il controllo della mucca e a riportarla sulla strada.
La mucca non ci mise molto tempo a raggiungere la stalla dove il suo vitellino la stava attendendo. I
o e Luigi ci accasciammo sul pavimento della stalla, felici ma stremati.
Ci risvegliammo così la mattina dopo.

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tratto dal libro ADVENTURES OF THE PIANO MAN scritto da Henry C. Clinton

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