Il circolo fascista a Castell’Alfero

Il municipio aveva istituito un circolo fascista che serviva per riunioni politiche, per giocare a carte, come bar e centro sociale.
Quando entravate in quel locale, dovevate fermarvi e rendere il saluto fascista con il braccio alzato ed i talloni sbattuti insieme.
Era una brutta cosa fare un passo oltre la linea: se commettevate questa od altre infrazioni alle loro regole o vi lamentavate contro il governo fascista, incorrevate in una tipica misura punitiva quale bere olio di ricino, farvi legare il fondo dei vostri pantaloni e marciare tutto il giorno intorno al Municipio in atto di umiliazione.
Mentre questa era considerata una pena severa negli standard italiani, in realtà era un’inezia confrontata con gli orrori che sarebbero avvenuti anni più tardi nella Germania nazista.
I fascisti inoltre avevano istituito un circolo per i ragazzi da 12 a 16 anni che dopo quel periodo sarebbero stati preparati per fare parte dell’esercito. Nel circolo erano infatti incluse attività di formazione come la marcia e l’addestramento militare.
Ero innamorato di una ragazza chiamata Gloria Avidano, che viveva nella casa successiva a quella di mio zio a Castell’Alfero. Lavorava in municipio come cameriera e terminava il suo orario di lavoro alle undici di sera.
Una volta attesi appunto quell’ora, entrai dalla porta anteriore del circolo fascista e salutai con vigore, quindi mi presentai.
Incontrai Gloria e camminai con lei fino a casa di mio zio.
Ci sedemmo sul gradino della porta e chiacchierammo di tutto ciò che ci passava per la mente.
Mi ricordo teneramente di quei dolci istanti.

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tratto dal libro ADVENTURES OF THE PIANO MAN scritto da Henry C. Clinton

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