‘L CIAR: perché questo nome?

‘L ciär, una tenue luce sul passato che il tempo tenta di oscurare è il nome del nostro Museo.

Questa parola in lingua piemontese è per molti incomprensibile.
Apparentemente senza significato essa segna invece una delle più utili conquiste dei nostri antenati, ed è per questo che noi l’abbiamo scelta per onorare quel periodo così importante e così difficile.

“’L ciär”: così veniva chiamato ogni tipo di lume, tradotto in italiano significa “il chiaro” ovvero “la luce”.
Un tempo la vita dei nostri avi era inesorabilmente condizionata dal levar e dal calar del sole. Niente sole, buio assoluto; un buio che noi non conosciamo più.
Iniziando con un impasto di sego e grasso, fecero la candela, poi il lumino ad olio, più tardi il lume a petrolio, poi ancora l’acetilene, così via via l’uomo sconfisse il buio.
Ecco perché questo titolo è importante.

La frase che segue sembra quasi una minaccia del tempo che tenta di oscurare il passato, ma non ci riuscirà mai, perch’ l’uomo è curioso, l’uomo vuol sapere, vuol conoscere. Sapere e conoscere vuol dire cultura, e solo con lo studio del passato si può conoscere la storia dei popoli, le loro evoluzioni, il loro progredire.
Per far questo però occorrono reperti, e noi li abbiamo raccolti ed esposti a disposizione di tutti.
Certo con le nostre testimonianze non possiamo studiare le civiltà degli antich egizi, ma possiamo conoscere la semplice e dura vita dei nostri parenti più prossimi, quelli che hanno vissuto sulle nostre stesse colline, nelle nostre valli, nelle nostre pianure.
Quelli che con il loro fantastico progredire ci hanno portato fin qui.

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