Francesco Cantino, uno dei protagonisti

L’inaugurazione del museo ‘L CIAR, posto nei sotterranei del castello di Castell’Alfero, avvenuta il 1° settembre 2002, ha avuto inizio con la Santa Messa celebrata dal Parroco don Piero Gagliardi e con servizio all’altare del diacono Francesco Cantino.

Questo diacono sono io che sto scrivendo, (vedi anche) o meglio ho recuperato quanto è stato detto da don Piero il giorno dell’inaugurazione; lo petete leggere nell’apposita sezione del portale dedicata all’evento.
Credo che le persone presenti alla celebrazione leggano volentieri quanto hanno già sentito, anche per poter meditare con calma, e chi non era presente avrà la possibilità di gustare  parole di un Sacerdote saggio e sensibile.

Visto che ci sono mi presento: sono nato a Frinco (AT) e vi sono rimasto fino all’età di 10 anni. Poi la mia famiglia, come tante altre in quel periodo, si è trasferita a Torino.
Dopo una breve parentesi in seminario, studio, lavoro (progettista meccanico), matrimonio e figli, mi hanno riempito la vita.
A 50 anni nasce l’idea (vocazione) del diaconato. (vedi anche) Cinque anni di scuola e infine nel ’98 ecco arriva l’Ordinazione a cui segue dopo poco tempo lo spostamento a Castagneto Po, in provincia di Torino, in una parrocchia senza parroco residente, secondo la richiesta del Vescovo.
Vi chiederete cosa ci faccio a Castell’Alfero; la storia è un po’ lunga ma si può riassumere così: 25 anni fa alla morte di mio padre Giuseppe (soprannome = Pinin ‘d Budun), che nel frattempo era ritornato nella casa di Frinco, ho incominciato a raccogliere nella vecchia stalla, prima tutti i suoi attrezzi di lavoro, e poi con l’aiuto di don Guido, a quel tempo parroco di Frinco, e altre persone sensibili ho convinto molti paesani a non gettare via le cose di un tempo.
Così è nato un vero e proprio museo a Frinco, con tanto d’inaugurazione nel 1987 alla presenza di autorità civili e religiose, visitato da gruppi e scolaresche. (vedi anche)  Poi poco tempo fa ho conosciuto altre persone che avevano la mia stessa passione, ovvero Antonio Montesano e Mario Amerio.
Il resto lo potete immaginare.
E’ storia recente l’accordo e la disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la pulizia dei locali, lo spostamento di buona parte degli oggetti e dei mesi di luglio e agosto passati con Antonio e Mario alla sistemazione dei sotterranei e quindi al giorno dell’inaugurazione.

Antonio e Mario hanno la stessa mia passione: Antonio è di Callianetto e in più di 30 anni ha raccolto tantissimi oggetti che si riferiscono alla lavorazione dei campi e della vita ordinaria che si svolgeva nelle case di campagna.

Mario ha una casa a Castell’Alfero e ha raccolto in particolare antichi giochi dei bambini, ma ovviamente anche tanti oggetti particolari che ricordano quel tempo passato.

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