La Benedizione

Al termine della S. Messa, dopo il rito di avvio del Palio di tamburello castellalferese, don Piero e il diacono Cantino, dalla Chiesa si sono spostati all’entrata del Museo per la sua inaugurazione, nell’androne del Castello dei Conti Amico ed alla presenza delle Autorità Civili e di tanti paesani, ha avuto inizio il rito della Benedizione con la seguente preghiera.

Fratelli, Dio ha ordinato all’uomo di soggiogare la terra e di dominarla, fino al giorno in cui saranno creati i cieli nuovi e la terra nuova.
Per questo l’uomo, valendosi delle risorse della natura e di strumenti sempre più perfezionati, ha cooperato al grande disegno della creazione, perché l’umanità intera ne goda nella sicurezza e nella pace.
Gli strumenti di lavoro qui raccolti, memoria di un passato operoso, invitano al rispetto delle nostre comuni radici, semplici e dignitose, fecondate dalla fatica e dalla fede.
Al Dio dei nostri padri, chiediamo, oggi, di benedire questo locale e quanti, con arte e passione, l’hanno voluto e attrezzato.

Dopo il “Padre Nostro” recitato da tutti i presenti con grande fervore, la cerimonia della benedizione si è conclusa con la seguente invocazione.

Padre Santo, da Te discende la pienezza di ogni benedizione e a Te sale la voce del popolo che benedice il Tuo nome.
Nella Tua benevolenza proteggi noi qui raccolti nella memoria ammirata di un passato in cui gli umili strumenti del lavoro qui esposti, hanno sostentato la vita dei nostri padri. Proteggi ancora e benedici tutti i lavoratori e gli strumenti della loro fatica quotidiana e fa’ che, mediante la loro operosità e il Tuo aiuto, manifestino le meraviglie della creazione e promuovano il benessere delle famiglie e della intera società a lode del Tuo nome.

Il diacono, a questo punto ha consegnato l’aspersorio a don Piero il quale ha benedetto tutti i presenti.

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