Soffietto per zolfo

INTERVENTI ANTIPARASSITARI

La lotta antiparassitaria si è resa necessaria dalla metà del secolo scorso in avanti, per difendere i vigneti dalla peronospora e dall’oidio.

I due antiparassitari tipici della vite sono lo zolfo e la poltiglia bordolese, che è formata da una soluzione di solfato di rame e latte di calce (il verderame).

Inizialmente si facevano un paio d’applicazioni l’anno; attualmente sette o più.

L’oidio al suo apparire fu combattuto soffiando sulle viti polvere dà strada o cenere; solo più tardi s’impiegò lo zolfo che si applicava dapprima con un soffietto cilindrico azionato a mano  poi con una macchina solforatrice portata a spalla, di forma cilindrica o non, (dialetto “machina da sörfu”) il cui pompante era azionato da una leva mossa con moto alternativo dalla mano sinistra; queste macchine, ora di metallo, un tempo erano di legno.

Lo zolfo è insufflato sulla vite mediante un tubo rigido, guidato con la mano destra, collegato alla macchina con un tubo flessibile.

Lo zolfo si dà preferenzialmente sulle foglie bagnate, che sono la parte della pianta attaccata dai parassiti, per favorirne l’ancoraggio.

Disegno costruttivo eseguito da Cantino Francesco (clicca su “download” = “scaricare”)

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soffietto cilindrico azionato a mano utilizzato per trattare con lo zolfo la vite...

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