Forgia

Nella bottega del fabbro c’erano molti attrezzi, ma soprattutto era importante la forgia. Era un pò il cuore dell’officina. Il focolare era mobile, appoggiato su quattro gambe di ferro che finivano ciascuno su una ruota di ghisa, bella robusta. Così se necessario si poteva spostare la forgia da un punto all’altro dell’officina. Di fianco al focolare vi era una grande ventola che veniva fatta girare con una manovella. Più si girava svelto e più forte era il soffio d’aria che dalla ventola si immetteva sotto al focolare. Alla mattina la prima cosa che uno dei garzoni faceva era accendere il fuoco nel focolare della forgia. Prendeva della carta e dei pezzi di legno, poi ricopriva tutto con del carbone di legna o del carbone coke a seconda del lavoro da fare e poi accendeva con un fiammifero. Appena la fiamma si sviluppava nella carta, faceva girare la ventola e la fiamma diventava più potente, i legni si accendevano e poi a poco a poco anche il carbone. Quando era ben sicuro che il carbone fosse acceso, fermava la ventola, metteva altro carbone sopra, ed ora la forgia era pronta per lavorare. Quando il fabbro metteva sul carbone il ferro allora il garzone riprendeva a far girare la ventola, il carbone diventava rosso e a poco a poco anche il ferro. Poi, da rosso il ferro diventava giallo brillante, quasi bianco. A questo punto si era pronti per battere il ferro sull’incudine, per dargli la forma voluta.

DISEGNO ORTOGRAFICO di Cantino Francesco
in allegato il file .PDF in formato A3 in cui vi è il disegno ortografico in scala, con tutte le quote e relativi materiali costruttivi, dell’attrezzo descritto.

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la forgia era un attrezzo della bottega del fabbro usato per scaldare sino a farlo...

 

forgia

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(fotografie di Cantino Francesco)

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