Emina – Regio editto del 26-09-1749

Regio editto del 26 settembre 1749: su approvazione di Cesare Giustiniano Alfieri conte di San Martino, marchese di Sostegno, e consignore di Magliano, Consigliere di S. M., Riformatore del Magistrato della Riforma nella Regia Università degli Studi: Vicario, e Sovr’Intendente Generale di Politica, e Pulizia della Real Città di Torino.

– Le Emine, Mezze emine, quarti di emina, Ottavo di emina, o sia Coppo, o sia Mezzo Coppo, Trentaduesimo di emina o sia quarto di coppo, si formeranno di legno ben secco, sano, e che sensibilmente non si alteri, né per umidità, né per caldo.
– La figura di tutte le dette misure sarà cilindrica; e la di loro altezza sarà eguale alli due terzi del loro diametro.
– L’Emina sarà nel suo orlo (le istruzioni erano corredate di disegno) cerchiata di ferro, sicchè la larghezza del cerchio adegui la spessezza di dett’orlo.
– A detto cerchio saranno connesse almeno quattro lastre di ferro, che si ripiegheranno sotto il fondo della Emina, e saranno fisse intorno al centro del fondo medesimo.
– Di più le Emine avranno una traversa di ferro, o sia pancia, che passerà per mezzo alla loro apertura superiore.
– Dal mezzo di detta traversa, scenderà verso il centro del fondo una verga di ferro, o sia Bolzone, che sarà connessa immobilmente con detta traversa, e similmente col fondo con due rosette una al di dentro, l’altra al di fuori del medesimo.
– Si avverta per altro di formare tutte le misure di una capacità piuttosto sovrabbondante, che mancante, che la sovrabbondanza si potrà correggere col mettere una toppa corrispondente alla sovrabbondanza nel fondo della misura medesima.
– Non sarà però permesso l’adoperare più di una di esse toppe, per ridurre a giusta capacità le dette misure.

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